Stipendio con malattia: ecco come si richiede


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I lavoratori che firmano un regolare contratto hanno diritto a non recarsi a lavoro se malati ed ad essere comunque stipendiati.

Cosa succede quando il lavoratore si ammala?

Il rapporto di lavoro si basa su uno scambio fra prestazioni lavorative e retribuzione.

Può capitare che il lavoratore non possa recarsi a lavoro per malattia, ovvero un’alterazione dello stato di salute psico-fisico accertata dal medico.

Il lavoratore ha in questo caso il diritto di assentarsi per tutta la durata della cosiddetta prognosi, ossia, il numero di giorni scritti nel certificato medico di malattia e che sono necessari alla guarigione.

Il lavoratore deve presentare il certificato di malattia.

Cosa deve fare il lavoratore che si ammala?

Ecco le azioni che deve fare il lavoratore:

  • avvertire prontamente il datore di lavoro con i canali di comunicazione della malattia previsti dal Ccnl applicato (di solito basta una mail, un sms o una telefonata);
  • andare dal proprio medico curante per farsi rilasciare il certificato telematico di malattia;
  • restare a casa nelle fasce protette di reperibilità che sono per tutti i giorni riportati nella certificazione di malattia (compresi i sabati, le domeniche e i festivi), dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, in queste fasce orarie il lavoratore può ricevere a casa una visita di un medico ispettore che accerta la presenza a casa del malato e la reale sussistenza della malattia

Il lavoratore malato percepisce lo stipendio?

Il lavoratore ha diritto a percepire una tutela economica durante il periodo di malattia accertato dal medico.

Questa tutela economica ha dei fondamenti:

  1. indennità di malattia erogata dall’Inps;

  2. integrazione a carico del datore di lavoro.

L’indennità di malattia Inps è una somma di denaro riconosciuta ai lavoratori dall’Inps quando si verifica la malattia.

L’indennità di malattia Inps spetta solo ai lavoratori assicurati per la malattia presso l’Inps:

  • operai del settore industria;

  • operai e impiegati del settore terziario e servizi;

  • lavoratori dell’agricoltura;

  • apprendisti;

  • disoccupati;

  • lavoratori sospesi dal lavoro;

  • lavoratori dello spettacolo;

  • lavoratori marittimi.

Non spetta invece a: colf e badanti, impiegati dell’industria, dirigenti, portieri e lavoratori autonomi.

L’integrazione del trattamento economico di malattia erogato dall’Inps, a carico del datore di lavoro, invece consiste nell’aggiunta di soldi all’indennità di malattia Inps di modo che, unendo le due prestazioni, il lavoratore in malattia prenda più o meno lo stipendio pieno.


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