Residenza, ecco cosa succede se non si comunica il cambio al Comune


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Avete cambiato casa e d’ora in poi vivete in un’altra abitazione? Ebbene, oltre al trasloco, le spese per l’acquisto e tutti gli altri costi annessi, non dimenticatevi di comunicare il vostro cambio di residenza al Comune. Cosa succede, infatti, se non si effettua questa comunicazione? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme!

Quando è obbligatorio comunicare il cambio di residenza

Se vi trovate a leggere questo articolo molto probabilmente avete cambiato casa, ma non avete ancora comunicato il vostro trasferimento all’ufficio anagrafe comunale. A questo punto, quindi, vi starete chiedendo quali potrebbero essere le conseguenze di un eventuale ritardo o, addirittura, di un’omissione.

Ebbene, dovete sapere che nel momento in cui si cambia dimora, è obbligatorio spostare anche la residenza presso la nuova abitazione, ma solo se il trasferimento è definitivo. Non è, quindi, necessario cambiare residenza nel caso in cui ci si sposti per pochi giorni o per alcuni mesi, come ad esempio nell’ipotesi delle vacanze estive o di una breve trasferta di lavoro.

Per legge, infatti, la residenza deve coincidere con la dimora abituale, ovvero quella dove si vive per gran parte dell’anno. Proprio per questo motivo ogni volta che si sposta la dimora abituale vi è anche l’obbligo di cambiare residenza.

Ogni cittadino, d’altronde, ha l’obbligo di essere reperibile al postino, ai creditori, al Fisco, ma anche alla polizia e a qualsiasi altra autorità pubblica. In tal senso è facile intuire come non sia possibile scegliere la propria residenza in base al luogo che più è congeniale, dovendo questa coincidere necessariamente con la dimora. È vietato dare al Comune una residenza diversa da quella dove effettivamente si vive abitualmente.

Cosa succede se non cambio residenza?

Nel caso in cui non si comunichi il cambio residenza, si rischia di dover fare i conti con una serie di conseguenze di ordine penale, amministrativo e civile.

Dal punto di vista penale, nel caso in cui si comunichi al Comune una residenza diversa da quella effettiva commette il reato di falso in atto pubblico. Dato che il reato di falso richiede una condotta attiva, allora non è possibile riscontrare un illecito penale nel momento in cui non si aggiorna la residenza da quella vecchia a quella nuova. In tale situazione, chi non cambia la residenza al Comune, pertanto, subisce solo sanzioni di carattere amministrativo e civile.

In particolare, nel caso in cui il Comune dovesse ricevere segnalazioni circa l’irreperibilità di un cittadino, provvederà dopo un anno a cancellarlo dalle liste dell’anagrafe comunale. Il soggetto in questiono non potrà, di conseguenza, ottenere né un documento di riconoscimento, né un certificato anagrafico. Se tutto questo non bastasse, il cittadino perde anche l’assistenza sanitaria. Tutti motivi validi per cui, se cambiate dimora, vi conviene comunicarlo al Comune.


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