Nomi per bambini: quali non si possono dare per legge?


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Diventare genitore è senz’ombra di dubbio l’esperienza più bella della propria vita, ma anche carica di responsabilità. Fra queste il nome del futuro nascituro, che accompagnerà il proprio figlio nel corso della sua esistenza. Proprio per questo motivo, in base alla legge italiana vi sono alcuni nomi che non è possibile dare ai bambini? Ma di quali si tratta? Scopriamolo assieme!

 

Quali nomi sono vietati?

Innanzitutto bisogna ricordare che la legge non fornisce un vero e proprio elenco di nomi da non poter dare, ma ha stabilito alcune tipologie da dover evitare. Ad esempio non è possibile dare al bimbo lo stesso nome del padre vivente oppure di un fratello o di una sorella viventi. In pratica, se il papà si chiama Alessandro, il figlio non potrà avere lo stesso nome, nemmeno se seguito da Junior o Jr. L’unica opzione possibile consiste nell’aggiungere un secondo nome, Allo stesso tempo, non è possibile che due fratelli o due sorelle viventi si chiamino alla stesso modo.

 

Secondo la legge è anche vietato attribuire un cognome al posto del nome, oppure dare nomi ridicoli o vergognosi. Quest’ultimi sono considerati tale quando possono provocare scherno o arrecare un grave pregiudizio ad danni della persona che porta il nome. A tal fine non è possibile ad esempio dare un nome che faccia riferimento alla propria condizione di salute, ma anche nomi che, letti assieme al cognomi, possano dar luoghi a doppi sensi o giochi di parole. Da non dimenticare poi, tra i nomi ridicoli, quelli inventati oppure prendendo spunto dalla tv.

 

Nomi storici e stranieri

Per quanto concerne i nomi storici e stranieri, invece, è possibile utilizzarli, a patto che non offendano la dignità del bambino. Proprio per questo motivo è vietato attribuire nomi di personaggi storici particolarmente altisonanti come ad esempio Adolf Hitler e Napoleone Bonaparte, oppure di persone e animali famosi dello spettacolo o dello sport, come Maradona oppure Rex.

 

Alcun divieto, invece, per i nomi stranieri che, in base alla legge,  devono essere espressi in lettere dell’alfabeto italiano, comprese le lettere J, K, X, Y, W. Anche in questo caso, ovviamente, si deve trattare di un nome non ridicolo o vergognoso. Per finire, ricordiamo che un principio fondamentale consiste nell’attribuire un nome che deve corrispondere al sesso del bimbo. Non si può chiamare, ad esempio, Valentina, un bimbo maschio. In ogni caso fanno eccezione i nomi che, oramai, sono ritenuti ambivalenti, come ad esempio Andrea.


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