Il caffè ha l’effetto opposto della cannabis?


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In base ad uno studio pubblicato sul Journal of Internal Medicine, il caffè colpisce gli stessi neurotrasmettitori del cervello come la cannabis, ma in un modo molto diverso. Volete sapere quali? Continuate a leggere!

 

Caffè e cannabis influiscono sul sistema endocannabinoide

Secondo i ricercatori, il caffè influisce sul metabolismo in vari modi modificando i metaboliti, ovvero piccole molecole presenti nel nostro sangue e responsabili di una varietà di funzioni in tutto il corpo. Se tutto questo non bastasse, è bene sapere che interessano anche i neurotrasmettitori correlati al sistema endocannabinoide, tipicamente legato all’uso di cannabis.

 

Il sistema endocannabinoide del corpo svolge un importante ruolo nel regolare il nostro umore e la fisiologia, aiutando a regolare la nostra risposta allo stress, nonché funzioni come la cognizione, la pressione sanguigna, l’immunità, la dipendenza, il sonno, l’appetito e l’energia. Una volta consumata, la cannabis si lega ai neurotrasmettitori relativi al sistema endocannabinoide, che è stato collegato a una lunga lista di benefici per la salute. A quanto pare, quindi, il caffè si lega a questi stessi neurotrasmettitori, ma l’effetto diminuisce dopo aver bevuto da quattro a otto tazze di caffè al giorno. In pratica l’esatto opposto di ciò che accade quando qualcuno usa la cannabis.

 

Per scoprire come il caffè influisce sul corpo, i ricercatori hanno misurato i metaboliti in campioni di sangue prelevati da 47 persone che vivono in Finlandia per un arco di tempo pari a 3 mesi. Nel primo mese i partecipanti allo studio si sono astenuti dal bere del caffè del tutto. Nel secondo mese hanno bevuto quattro tazze di caffè al giorno, seguite da otto tazze al giorno nel terzo mese. I ricercatori hanno misurato più di 700 metaboliti nel sangue dopo ogni stadio e hanno trovato un totale di 115 che erano significativamente associati al consumo di caffè; 82 di questi erano conosciuti e mappati, in particolare quelli associati al metabolismo della caffeina, dei polifenoli  e degli steroidi.

 

Il parere degli esperti

 

“L’aumento di consumo di caffè nell’arco di due mesi potrebbe aver creato abbastanza stress per innescare una diminuzione di metaboliti in questo sistema”, ha dichiarato Marilyn Cornelis, uno degli autori dello studio presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine. In particolare “Potrebbe essere l’adattamento del nostro corpo per cercare di riportare i livelli di stress all’equilibrio”.

 

Poiché il nostro sistema endocannabinoide regola anche funzioni come l’appetito, questo studio potrebbe aiutare a spiegare uno degli effetti collaterali più noti della marijuana. Come dichiarato da Cornelis, infatti, “I percorsi endocannabinoidi potrebbero avere un impatto sui comportamenti alimentari”.


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