Furbi e coronavirus:”Dichiarano di non avere sintomi, ma è tutta una bufala”


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Nonostante le severe regole imposte dal Governo all’inizio della pandemia sono ancora tanti i furbetti in circolazione sparsi in tutta Italia.

Entrando nello specifico, ancora molti positivi al primo dei due tamponi di controllo per quanto concerne l’accertamento o no della guarigione. Parliamo di più o meno il 30% di persone che risultano ancora contagiate. Un dato che si crea, con tutta probabilità, anche dall’eccessiva velocità di tantissimi reclusi di abbandonare la propria abitazione uscendo ufficialmente dall’auto isolamento.

Foto di enriquelopezgarre da Pixabay

L’ammissione al percorso guariti e dunque ai test finali avviene infatti tramite la comunicazione al dottore di base da parte del paziente di non aver più alcun genere di sintomo da coronavirus. Il dottore di conseguenza va a segnalare il tutto all’Asur e da quel preciso istante, passate due settimane al termine dei quali viene fissato l’appuntamento per svolgere il tampone di controllo ai checkpoint.

Peccato tuttavia che ci sono persone che dichiarano di non aver più alcun sintomo anche se è tutto falso, puntando su ritardi dell’Asur visto il numero sempre più elevato delle persone che sono da tamponare. Alla fine di questo atto di furbizia ci si ritrova il più delle vole ancora positive ed è per questo obbligati a riniziare da capo l’isolamento.

“È importante che i cittadini si facciano e comunichino autodiagnosi realistiche – è stato l’invito dell’assessore regionale Andrea Biancani, che segue da vicino il capitolo tamponi – capisco la stanchezza e la fatica della quarantena, ma alla fine non giova a nessuno avere fretta”.

Si innalzata nel frattempo il numero complessivo dei tamponi fatti ai tre “drive-in” provinciali, Pesaro, Fano e Urbino. “Da circa 700 della scorsa settimana, siamo arrivati a 1000 di questa settimana – prosegue Biancani – a cui si aggiungono i 300 test fatti dall’unità domiciliare”. Ma il numero è destinato ad aumentare ancor di più nei prossimi giorni.

“Abbiamo circa 10mila tamponi da processare”. Tanto che si sta ipotizzando ad un doppio turno ai checkpoint. “Il primo turno alla mattina per il primo tampone di controllo – annuncia l’assessore – e al pomeriggio quelli che devono essere sottoposti al secondo”.

“Tre squadre monitorano i privati cittadini – termina il discorso Biancani – mentre una è dedicata alle case di riposo, con visite al personale e agli ospiti”.


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