Cessione del quinto: ecco cosa succede a fine lavoro


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Se sei giunto a leggere questo articolo, molto probabilmente stai pensando di chiedere la cessione del quinto. Allo stesso tempo, però, hai dei dubbi e vorresti capire cosa succede se ad esempio cambi lavoro, oppure in caso di pensione o buona uscita. Ebbene, entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme!

Cessione del quinto

Firmando la cessione del quinto, ogni mese il tuo datore di lavoro preleva il 20% dello stipendio per versarlo direttamente al creditore. Se a distanza di anni lasci il lavoro o comunque cambi attività, è bene sapere come funziona.

Ebbene, in base a quanto previsto dalla legge, nel caso di cessazione dal lavoro prima che avvenga l’estinzione della cessione del quinto dello stipendio, l’efficacia di quest’ultima va ad estendersi in modo automatico sulla pensione o su qualsiasi altro assegno continuativo equivalente che all’ex lavoratore venga liquidato in seguito alla fine del rapporto lavorativo, dall’amministrazione dalla quale dipendeva o da istituti di previdenza o di assicurazione nel caso in cui fosse iscritto per effetto del rapporto di impiego o di lavoro.

Nel caso in cui, alla fine del rapporto lavorativo, anziché percepire una pensione o assegno continuativo si percepisce una somma una tantum, allora verrà trattenuta una somma pari a quella che va a coprire il debito residuo. Allo stesso modo, in caso di Tfr, quest’ultimo verrà utilizzato per riconoscere alla finanziaria il debito che resta ancora da pagare. Se il Tfr accantonato è superiore all’ammontare del debito residuo, allora, dopo aver trattenuto quanto spetta al creditore, la restante parte sarà liquidata al lavoratore. Se invece il Tfr accantonato è inferiore al debito residuo, allora il lavoratore è obbligato a versare alla finanziaria i soldi non ancora restituiti.

In caso di sospensione di lavoro, invece, l’eventuale cessione del quinto gravante sullo stipendio non può essere sospesa, ma deve essere ridotta per tutto il periodo preso in considerazione. In questo caso, bisogna comunicare tempestivamente al proprio creditore l’evento che determina la riduzione della retribuzione e chiedere che venga rideterminato l’importo della rata da trattenere.


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